8 dicembre 2011

Tagli al Coni: meno soldi ma più responsabilità e passione

Puntuale, come previsto, all’interno della “manovra salva Italia” è arrivato anche il taglio al mondo dello sport. Il Governo, per il 2012, ha tagliato i contributi al Coni e al sistema sportivo italiano. La notizia è praticamente certa. Bisogna dire subito che, con senso di responsabilità, non possiamo fare altro che “accettare e condividere” la scelta. In un momento in cui tutto il Paese è chiamato a “tirare la cinghia e fare grandi sacrifici” sarebbe stato illogico e controproducente “salvare” lo sport…

Puntuale, come previsto, all’interno della “manovra salva Italia” è arrivato anche il taglio al mondo dello sport. Il Governo, per il 2012, ha tagliato i contributi al Coni e al sistema sportivo italiano. La notizia è praticamente certa. Bisogna dire subito che, con senso di responsabilità, non possiamo fare altro che “accettare e condividere” la scelta. In un momento in cui tutto il Paese è chiamato a “tirare la cinghia e fare grandi sacrifici” sarebbe stato illogico e controproducente “salvare” lo sport. Partiamo dalle dimensioni dei tagli. Le cifre sono ormai note in quanto riportate dai giornali nei giorni scorsi. Il Governo ha tagliato al Coni circa il 7% del contributo. Bisogna dire subito che è “andata bene”, e che se la sforbiciata non è stata più pesante questo è in gran parte merito dell’abilità politica e strategica del Presidente Petrucci. Il Coni, considerando i costi fissi (sede, personale ecc..) non modificabili, ha ridotto del 20% il contributo alle Federazioni e agli Enti di Promozione sportiva per il 2012. Ora cosa accadrà? Si apriranno sostanzialmente 2 partite. La prima riguarda tutta l’Associazione. Il Consiglio Nazionale ha già approvato le linee guida di un documento relativo ad una riforma “gestionale e organizzativa” del Csi. Rigore e crescita sono le due parole chiave. Vogliamo ripensare i modelli organizzativi dell’Associazione trovando la quadra nel coniugare un rigore inevitabile con incisive strategie di sviluppo. Idee, passione, coraggio… sono gli ingredienti che non sono mai mancati al Csi e che non mancheranno nemmeno in questa occasione. Il tutto unito ad una visione “territorio centrica” dell’Associazione. Insomma la crisi non fermerà l’Associazione. Al contrario, sarà una grande occasione per “ripensarci” e per crescere. La seconda partita riguarda la distribuzione delle risorse tra gli Enti di Promozione. Il taglio porterà il “monte premi” messo a disposizione dal Coni e da dividere tra gli Enti da 18 a 14 milioni di euro. Senza dimenticare che sino allo scorso anno si divideva per 13 (gli Enti riconosciuti) e che con l’ingresso di Opes e Asc ora si dividerà per 15. Bene, non sarà più possibile seguire vecchie logiche. Su questo, anche il Coni dovrà avere coraggio. Occorrerà migliorare i “meccanismi” di valutazione, in modo che garantiscano la fotografia della realtà vera delle attività realizzate da ciascun Ente sul territorio, e affinare criteri chiari e oggettivi per l’assegnazione dei contributi. Passi avanti ne sono stati fatti. Lo scorso anno è stato introdotto il nuovo regolamento degli Enti di Promozione, che introduce importanti novità in fatto di trasparenza. Ora si tratta di applicarlo davvero. Su questa strada bisognerà proseguire con determinazione e senza tentennamenti. Senza nascondere che ci sono nodi delicati e complicati da risolvere sui quali torneremo a ragionare insieme quanto prima. Uno soltanto per rendere l’idea: è giusto che, nel conteggiare le società sportive, una palestra di Fitness, che mira a fare business, quoti come una società sportiva di periferia che ha un progetto educativo e che si basa sul volontariato?

L'angolo del Presidente

Tagli al Coni: meno soldi ma più responsabilità e passione

Massimo Achini

Presidente Nazionale