15 giugno 2017

Tremila atleti protagonisti nel mese degli scudetti Csi

Comincia oggi, da Cesenatico, il gran finale di stagione per le squadre del Centro Sportivo Italiano, che in migliaia, dall’autunno scorso hanno gareggiato nei campionati, a livello provinciale, regionale ed interregionale. Per un mese esatto tra la Romagna e la Toscana si accenderà dunque la cosiddetta “corsa scudetto”, tremila finalisti, quasi trecento squadre, suddivise per età, in base alle categorie di appartenenza nei prossimi week end. Chi arriva ad una finale nazionale, siamo soliti ripetere nel Csi, ha già vinto. Per l’impegno, la costanza, l’allenamento, i successi, le sconfitte... i pareggi. Esserci è già un gran traguardo, il resto lo fa il talento, la preparazione, lo spirito di gruppo, la giusta dose di fortuna e fatica, quel pizzico di entusiasmo che non deve mai mancare. Certamente, alcuni sulla propria amata maglia di pallacanestro, calcio, e pallavolo potranno cucirsi il tricolore listato di arancioblu, ma anche tutti gli altri, il mio augurio di cuore, potranno ricordare quella che nelle nostre intenzioni vuole essere un’eccezionale e indimenticabile esperienza di vita. Ho qui davanti a me uno scudetto di campione nazionale Csi: con semplicità nel verde vedo una speranza per la nostra Italia; nel bianco la lealtà, quell’amicizia ed il candore dell’etica sportiva; nel rosso la grande passione e l’amore per il Csi e per i suoi valori. C’è così tanto in un così piccolo triangolino di gomma, e da questa suggestione tricolore, mi tornano in mente le ultime parole che il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha rivolto lunedì pomeriggio, nel suo discorso al mondo dello sport italiano, di cui il Csi e la promozione sportiva è parte. Ha infatti incoraggiato i praticanti.

«Buona gara a tutti voi! So che non si fanno gli auguri per le competizioni – ha detto il presidente della Repubblica sotto l’azzurro intenso del cielo sopra ai Marmi – Ma il mio augurio riguarda il vostro contributo al miglioramento della società del nostro Paese». Un messaggio che mi piace girare a tutti gli atleti del Csi, prima di questo intenso mese di finali.

Quanto è importante sottolineare che l’educazione sportiva fa parte dell’educazione alla cittadinanza. I titoli dei giornali dopo la storica visita al Coni del nostro Capo di Stato, hanno infatti estrapolato: “Lo sport ci fa sentire un popolo”, “È l’immagine del Paese”, “Chi lo diffonde aiuta l’intero Paese”, ma c’è nell’intervento del presidente della Repubblica un altro passaggio chiave, che va assolutamente condiviso. Quello sulla sportività “requisito che deve contraddistinguere anche chi assiste alle gare, e deve manifestarsi nel rispetto per l’altro, di prendere atto del valore del vincitore, di sostenere chi perde, nella capacità di accettare le decisioni di arbitri e di giurie”.

Per dare valore alla sportività occorre educare gli sportivi dalla base attraverso lo sport, aumentando la popolazione attiva, contro la sedentarietà, il ‘divanismo’, contro il tifo fazioso o smodato, di chi manca di una pur minima cultura sportiva. Chi fa o ha fatto sport – conoscendo le regole del gioco, avendo sperimentato il sudore oltre al sapore di una vittoria o di un insuccesso – credo possa essere chiamato effettivamente un vero sportivo. Il Csi proseguirà allora nel suo storico impegno associativo, affinché, come in queste prossime finali ci siano, sparsi in tutta la penisola, anziché spettatori di sport, sempre più attori protagonisti dello sport nazionale.

 

L'angolo del Presidente

Tremila atleti protagonisti nel mese degli scudetti Csi

Vittorio Bosio

Presidente Nazionale