6 aprile 2017

Primavera di finali. Cogliere il frutto di un percorso educativo

Strano ma falso; almeno un po’. Si è soliti pensare all’atletica come ad uno sport individuale, dove il singolo gareggia per migliorare se stesso, i propri tempi, invece ho avuto palese dimostrazione che non è così.

Ero a Cesenatico giorni fa per la finale Csi del campionato nazionale di corsa campestre, dove ho scoperto per chi corre la fondamentale importanza di “essere squadra”. Nel sostegno tra compagni di società, nella presenza dei tecnici, nel tifo e nelle staffette dove ci si dà il cambio per correre – ciascuno per sé e al contempo per gli altri – una distanza di strada in un circuito dove realmente si fa insieme un tratto di vita. È stato un soffio salutare, aria di vita quello che ho potuto respirare in questo immenso prato verde dove hanno corso le speranze del Csi, più di mille i cuori sotto i 14 anni, ad accelerare il battito delle emozioni. Ho ritrovato quel “mondo di amore” per lo sport e per il Csi motivo base di una famosa canzone di successo di qualche anno fa.

Una festa, con giovani e meno giovani promesse che hanno scelto di partecipare all’evento in Romagna con le proprie famiglie, contribuendo a creare un ambiente agonistico serio, impegnato, ma sereno, leale ed incoraggiante; capace di permettere ad ognuno di realizzare i propri sogni. Per qualcuno migliorare il proprio tempo personale, per altri condividere l’esperienza sportiva con gli amici – uscendo dal contesto locale, partecipando a gare fuori dal proprio comune e dalla regione – colorarsi di nuove amicizie, partecipare ad un campionato nazionale e magari salire sul podio.

Voglio sperare che questa primavera sportiva, con i valori educativi profondi e veri che la specialità della campestre riesce ad esprimere in maniera così evidente, possa rifiorire anche nei prossimi appuntamenti romagnoli. Per tutto il mese di aprile la Romagna sarà infatti il quartier generale delle finali del Csi.

Saremo dal 16 al 19 con i kimono delle finali del judo a Cesena; il 29 e il 30 a Bellaria con le finali del karate e del kobudo.

Saremo ancora a Cesenatico nel mese di giugno quando scenderanno in campo le squadre finaliste nel calcio, nel basket, nel volley. Centinaia di bambini e di ragazzi under 14 si affronteranno per i gol, le schiacciate i palleggi e i punti decisivi che regaleranno gli scudetti del Centro Sportivo Italiano.

Il mio augurio è che scudetto o non scudetto il finale di stagione per ogni disciplina porti con sé in dono, la gioia di un percorso intrapreso insieme, quando a fine agosto ragazzi, allenatori, dirigenti e famiglie si sono trovati per stare insieme, “fare squadra” e crescere insieme nell’educazione.

Affinché ogni finale sia sempre il traguardo, di un’esperienza lunga un anno, di accoglienza e di amicizia, del gusto meraviglioso dello stare insieme.

Perché l’incontro vale lo scudetto.

L'angolo del Presidente

Primavera di finali. Cogliere il frutto di un percorso educativo

Vittorio Bosio

Presidente Nazionale