4 marzo 2016

Il Giubileo Csi: la Presidenza nazionale varca la Porta Santa

Nelle grotte vaticane celebrata la Messa dal card. Ravasi

Dopo il momento di preghiera in San Pietro guidato dal consulente ecclesiastico nazionale Don Alessio Albertini, il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura nell’omelia ha indicato al Csi 5 elementi per vivere l’impegno sportivo da credenti
Il Giubileo Csi: la Presidenza nazionale varca la Porta Santa

Venerdì 4 marzo la Presidenza Nazionale, guidata dal consulente ecclesiastico nazionale don Alessio Albertini, ha vissuto il suo momento giubilare attraversando la Porta Santa della Misericordia. A seguire, nelle Grotte Vaticane, esattamente nella Cappella dei Santissimi Patroni d’Europa, il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontifico Consiglio della Cultura, ha ufficiato la Santa Messa concelebrata dal consulente ecclesiastico nazionale del Csi, don Alessio Albertini, e da due specialissimi “tesserati” Csi: il sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura mons. Melchor Sanchez e il vicerettore del Preseminario Vaticano San Pio X, don Luigi Portarulo, atleta della Clericus Cup e grande amico del Csi.

Di seguito le parole del cardinal Ravasi nell’omelia:

Il Vangelo di oggi è una pagina dedicata al sigillo dell’amore e vorrei alla vostra Associazione, al vostro essere qui insieme, ricordare le componenti che vengono evocate dal Vangelo con i quali vivere l’esperienza di amore.

Questi organi simbolici, che costituiscono anche l’impegno dello sportivo o di colui che si dona nella persona, sono quattro elementi:

il primo è il cuore che è sinonimo della coscienza: entrare in profondità, in sé stessi, quindi formare la coscienza, che è indispensabile per tutti noi, ma in maniera speciale per gli educatori sportivi, quando hanno di fronte creature giovani, che stanno avviandosi nell'itinerario della loro esistenza.

Seconda componente: l'anima, nel linguaggio comune ci porta subito a pensare alla spiritualità, che sembrerebbe essere un sinonimo della coscienza. No. L'anima nella Bibbia vuol dire interiorità. È gola, è respiro, è la vita. È la fisicità nella sua pienezza. Noi non abbiamo un organismo, ma siamo un corpo. La corporeità è una componente rilevante e decisiva per comunicare e relazionarsi fra noi. Spesso non viene rispettata nello sport o del tutto scoperta nella sua grandezza. Pensiamo alla violazione del corpo quando non se ne rispetta le sue norme, le sue capacità di espressione, delle doti di una persona, rendendolo come una macchina incomprensibile, che non ha più in sé l’identità dell'uomo o della donna.

Terzo elemento: la mente. Qui c'é un aspetto significativo. Sappiamo come lo sport sia disciplina, ma anche come lo sport - notoriamente consegnato alla praticità e alla fisicità - in realtà suppone un esercizio altissimo della mente ed è per questo che bisogna educare a pensare bene. È il principio della morale. Ecco allora l'importanza della formazione intellettuale nel suo aspetto più nobile.

Ultimo, quarto elemento: la forza, il dinamismo. Entra la componente energetica del nostro essere. Che è veramente un prodigio. Quante sono le energie che esercitiamo, straordinarie! Nel cervello sono tante quante le stelle della via Lattea. Avevano ragione i sapienti come Democrito nel rispondere alla domanda cos'è l'Uomo?: un piccolo cosmo.

Ecco allora i 4 elementi da declinare sempre in una maniera molto più complessa e ricca: la coscienza del cuore, l'anima e il corpo nella sua nobiltà, la mente nella sua capacità elaborativa, e da ultimo l'energia, questo dinamismo misterioso che è il segno esteriore. C'è un quinto elemento che é motivo di questa riflessione odierna. È l’organo dell'anno metaforico, somatico: la misericordia. Quella potenza generativa, quella fecondità, che ad esempio Gesù nell'Antico Testamento rimanda all’istinto materno, con la tenerezza, la delicatezza spesso provate nell’ esperienza materna. Mettiamoci alla fine anche quest’organo umano, che tra l’altro permetterebbe di riunire anche a tutte e tre le religioni monoteistiche. Dio ha come suo primo titolo essere misericordioso. Allora è necessario anche nel mondo dello sport che talvolta è conflittivo, quasi da duello, ritrovare quella delicatezza, sensibilità, passione, attenzione che ha una madre e che Dio stesso attribuisce a sé stesso. Con questi 5 organi simbolici viviamo la nostra esperienza di credenti, in questo vostro compito particolare, in questo specifico orizzonte, dove queste componenti si intrecciano ed uniscono.

Al termine della celebrazione eucaristica il presidente nazionale Massimo Achini e il consulente ecclesiastico nazionale Don Alessio Albertini hanno ringraziato il card. Ravasi a nome della Presidenza nazionale e di tutto il popolo arancioblu, per la sua vicinanza e la costante attenzione all'Associazione e per la fiducia che ha nello sport e nel Csi.

Il Giubileo Csi: la Presidenza nazionale varca la Porta Santa