Attività internazionale
12 novembre 2015
Savona

A Savona un incontro di sensibilizzazione sulla crisi centrafricana

Giovedì 12 novembre a Savona il Csi promuove un incontro di sensibilizzazione sulla crisi centrafricana. Saranno presenti Paul Guinimanguini, segretario nazionale dell’Ecac (Scuole Cattoliche Associate Centrafricane) e Patrizia Cattaneo, consigliere nazionale Csi, tornata quest’estate in missione nel paese centrafricano
A Savona un incontro di sensibilizzazione sulla crisi centrafricana

Giovedì 12 novembre a Savona, presso la città dei Papi (Centro Diocesano Pastorale), il Csi promuove un incontro di sensibilizzazione sulla crisi centrafricana dove parteciperà Paul Guinimanguini, segretario nazionale dell’Ecac (Scuole Cattoliche Associate Centrafricane).

All’incontro sarà presente Patrizia Cattaneo, consigliere nazionale Csi, tornata quest’estate in missione in Centrafrica dove prosegue da diversi anni la missione di solidarietà del CSI per il Mondo (vedi schede allegate alla notizia).

Di seguito la sua testimonianza.

Molte volte, nel corso degli anni ho chiesto, a me stessa e ad altri, se quello che si andava realizzando in Repubblica Centrafricana era davvero utile per i Centrafricani; le risposte erano rassicuranti, ma mai come questa volta, senza porre domande, la risposta è arrivata con grande chiarezza. 

Arrivati nella capitale, abbiamo constatato la situazione  tragica dei cittadini centrafricani, coinvolti in una carneficina materiale, sociale e religiosa, facili vittime di inganni della comunicazione e dell’economia,  che porteranno effetti   gravissimi per lungo tempo.

Con grande emozione abbiamo ritrovato tanti amici; abbiamo ascoltato i loro racconti  dai quali trasparivano lo sfinimento  e la disperazione. La nostra presenza li ha rasserenati ed incoraggiati a ripartire. Tony, uno dei formatori locali, ci ha commosso  portando due bandiere ed un TNT del CSI. Come abbia fatto a conservarle resta per noi un mistero, tenendo conto che la sua casa è stata bruciata.

Nel 2012 Paul  Guinimanguimi, Segretario nazionale dell’ECAC (Scuole Cattoliche Associate Centrafricane) ci aveva chiesto di organizzare il corso ”FORMARE I FORMATORI “ destinato a dirigenti ed insegnanti di Scuola materna delle nove Diocesi.

Finalmente, nel 2015, lo abbiamo realizzato e, per  qualche giorno,  tutti si sono distaccati dalla tragedia ancora presente, che nella notte si faceva sentire con colpi di fucile il lontananza.

Nei giorni precedenti l’inizio della formazione abbiamo riveduto insieme il programma, poi i quattro formatori locali hanno lavorato autonomamente. A loro si è aggregato Bolivie Wakam, universitario camerunense, socio della Onlus “Savona nel cuore dell’Africa“. Di volta in volta assumeva il ruolo di corsista, formatore, osservatore, interprete.

Lo scopo principale dei nostri Corsi, destinati agli insegnanti  ed agli educatori sportivi,  è quello di imparare a prendere in mano la propria vita ed a gestirla al meglio per se stessi, per le persone loro affidate e per tutto il contesto.   

Quali i mezzi per conseguire questo scopo?

I corsisti sono organizzati in squadre equivalenti;  così si realizza lo spirito di squadra, la collaborazione, il rispetto delle regole, l’attenzione ai meno abili, il coinvolgimento di tutti, la suddivisione ed il rispetto dei ruoli…   Per ogni argomento trattato si inizia sempre dall’esperienza concretamente vissuta con il proprio corpo, la si rielabora e si chiede ai corsisti di proporre attività esemplari  da condividere con gli altri, confrontare, discutere, rielaborare insieme.

Per esempio, se il tema è la comunicazione, si  propone il  “Telefono  senza  fili”, nostro gioco del passato, che si presta benissimo per far riflettere sull’importanza dell’ascolto,della corretta trasmissione di messaggi, dell’opportunità di comunicare il proprio pensiero direttamente al destinatario e così via…

Le squadre gareggiano e così il gioco diventa più vivace e dinamico.

Nel gioco “Metti le varianti” si propone un gioco, quindi ogni squadra aggiunge o toglie elementi per  migliorarlo  e renderlo adatto a giocatori piccoli o adolescenti, adulti, con difficoltà…

Un gioco presportivo di atletica, può diventare adatto ad un’altra disciplina sportiva, variando o aggiungendo un attrezzo, cambiando un movimento o la parte del corpo che lo compie.

Alcune attività contenitore come la “Caccia al tesoro” e il “Giocasport” si prestano a stimolare la creatività nella ricerca di contenuti adatti alla finalità del momento, tenendo conto del numero e dell’età dei partecipanti, degli spazi e dei tempi a disposizione…

È importante parlare di tecnica, soprattutto se allena il cervello per capire bene le cause delle situazioni problematiche. E’ altrettanto necessario non delegare, ma cercare strategie, mezzi e collaborazioni, fare scelte consapevoli e responsabili; infine realizzarle personalmente e verificare con cura il risultato.

Tutto ciò sperando che queste dinamiche adottate nel gioco, diventino automatiche nell’affrontare la vita.   Quanto ciò sarebbe utile per i Centrafricani ! e non solo a loro.

Quando è arrivato il dott. Davide Iacchetti, coordinatore dei progetti internazionali del CSI,  M. Paul ci ha fatto incontrare varie autorità della Chiesa e dello Stato centrafricano. Siamo stati accolti calorosamente e sono iniziati progetti di collaborazione a tutti i livelli.

Attualmente, nei programmi di M. Paul c’è la partecipazione al Congresso “EDUCARE OGGI E DOMANI, una passione che si rinnova” che si terrà a Roma dal 18 al 21 novembre 2015. Nei giorni precedenti sarà a Savona e probabilmente riusciremo ad organizzare un incontro, per sentire la sua testimonianza sulla attuale situazione del Centrafrica e per mettere a punto  i progetti futuri.

Il 24 novembre tornerà in Centrafrica per partecipare all’appuntamento del 28/29 novembre con Papa Francesco. Forse quel giorno nascerà il Centro Sportivo Centrafricano!