Pastorale dello Sport
28 maggio 2015

Il messaggio del Santo Padre agli Allenatori, educatori di persone

In occasione del Seminario Internazionale di Studio"Allenatori, Educatori di Persone", il Santo Padre ha inviato un messaggio al Signor Cardinale Stanisław Ryłko Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, evidenziando l'importante ruolo dell'allenatore nell'educazione dei ragazzi nell'adolescenza e nella giovinezza.
Il messaggio del Santo Padre agli Allenatori, educatori di persone

Rivolgo il mio cordiale saluto a Lei e a tutti i partecipanti al Seminario Internazionale di studio sul tema “Allenatori: Educatori di persone”, organizzato dalla sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio per i Laici. Proseguendo nel vostro percorso di riflessione e di promozione dei valori umani e cristiani dell’attività sportiva, in questo quarto Seminario avete preso opportunamente in considerazione la figura dell’allenatore, ponendo l’accento sul suo ruolo di educatore, sia in ambito professionistico che amatoriale.

Tutti noi, nella vita, abbiamo bisogno di educatori, persone mature, sagge ed equilibrate che ci aiutano a crescere nella famiglia, nello studio, nel lavoro, nella fede. Educatori che ci incoraggiano a muovere i primi passi in una nuova attività senza aver paura degli ostacoli e delle sfide da affrontare; che ci spronano a superare momenti di difficoltà; che ci esortano ad avere fiducia in noi stessi e nei nostri compagni; che ci sono accanto sia nei momenti di delusione e smarrimento sia in quelli di gioia e di successo. Ebbene, anche l’allenatore sportivo, soprattutto negli ambienti cattolici dello sport amatoriale, può diventare per tanti ragazzi e giovani uno di questi buoni educatori, così importanti per lo sviluppo di una personalità matura, armonica e completa.

La presenza di un buon allenatore-educatore si rivela provvidenziale soprattutto negli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza, quando la personalità è in pieno sviluppo e alla ricerca di modelli di riferimento e di identificazione; quando si avverte vivamente il bisogno di apprezzamento e di stima da parte non solo dei coetanei ma anche degli adulti; quando è più reale il pericolo di smarrirsi dietro cattivi esempi e nella ricerca di false felicità. In questa delicata fase della vita, è grande la responsabilità di un allenatore, che spesso ha il privilegio di passare molte ore alla settimana con i giovani e di avere grande influenza su di loro con il suo comportamento e la sua personalità. L’influenza di un educatore, soprattutto per i giovani, dipende più da ciò che egli è come persona e da come vive che da quello che dice. Quanto è importante allora che un allenatore sia esempio di integrità, di coerenza, di giusto giudizio, di imparzialità, ma anche di gioia di vivere, di pazienza, di capacità di stima e di benevolenza verso tutti e specialmente i più svantaggiati! E com’è importante che sia esempio di fede! La fede, infatti, sempre ci aiuta ad alzare lo sguardo verso Dio, per non assolutizzare alcuna delle nostre attività, compresa quella sportiva, sia essa amatoriale o agonistica, ed avere così il giusto distacco e la saggezza per relativizzare sia le sconfitte che i successi. La fede ci dà quello sguardo di bontà sugli altri che ci fa superare la tentazione della rivalità troppo accesa e dell’aggressività, ci fa comprendere la dignità di ogni persona, anche di quella meno dotata e svantaggiata. L’allenatore, in questo senso, può dare un contributo assai prezioso per creare un clima di solidarietà e di inclusione nei confronti dei giovani emarginati e a rischio di deriva sociale, riuscendo a trovare modi e mezzi adeguati per avvicinare anche loro alla pratica sportiva e ad esperienze di socializzazione. Se ha equilibrio umano e spirituale saprà anche preservare i valori autentici dello sport e la sua natura fondamentale di gioco e di attività socializzante, impedendo che esso si snaturi sotto la spinta di tanti interessi, soprattutto economici, oggi sempre più invadenti.

L’allenatore può essere, dunque, un valido formatore dei giovani, accanto ai genitori, agli insegnanti, ai sacerdoti, ai catechisti. Ma ogni buon formatore deve ricevere una sua solida formazione. È necessario formare i formatori. È opportuno per questo che il vostro seminario richiami tutte le organizzazioni che operano nel campo dello sport, le federazioni internazionali e nazionali, le associazioni sportive laiche ed ecclesiali, a prestare la dovuta attenzione e ad investire le necessarie risorse per la formazione professionale, umana e spirituale degli allenatori. Come sarebbe bello se in tutti gli sport, e a tutti i livelli, dalle grandi competizioni internazionali fino ai tornei degli oratori parrocchiali, i giovani incontrassero nei loro allenatori autentici testimoni di vita e di fede vissuta!

Prego il Signore, per intercessione della Vergine Santa, perché il vostro lavoro di questi giorni sia ricco di frutti per la pastorale dello sport, e perché si continui a promuovere la santità cristiana anche in questo ambiente, nel quale tante giovani vite possono essere raggiunte e trasformate da gioiosi testimoni del Vangelo. Vi chiedo per favore di pregare per me e con affetto vi benedico.

Dal Vaticano, 14 maggio 2015

Festa di san Mattia Apostolo

FRANCESCO

Il messaggio del Santo Padre agli Allenatori, educatori di persone