Pastorale dello Sport
29 maggio 2015

Incontro Consulenti Ecclesiastici Regionali

A Roma la consueta riunione dei consulenti ecclesiastici regionali del Csi. Sulla scia delle parole di Papa Francesco, focus sulla campagna associativa “Un gruppo sportivo in ogni parrocchia” rivolta agli oratori e sulle possibili alleanze con le principali agenzie educative italiane
Incontro Consulenti Ecclesiastici Regionali

Si è appena conclusa la Clericus Cup, e c’è già una squadra arancioblu, pronta a rimettersi in gioco. È quella dei consulenti ecclesiastici regionali del Csi, che si sono radunati a Roma mercoledì 27 maggio, convocati dal consulente ecclesiastico nazionale, don Alessio Albertini, che ha condotto l’incontro. Un confronto aperto, in un clima da “spogliatoio” ove ciascun sacerdote ha illustrato il “modulo vincente” per giocare nei comitati e nelle diocesi la campagna associativa “Un gruppo sportivo in ogni parrocchia”. Prendendo spunto dalle parole del Santo Padre, un anno fa nella festa del Settantennio del Csi, a più voci è stata ribadita la grande occasione missionaria dell’associazione. Il compito del Csi si inserisce infatti nella grande missione della Chiesa. Diversi gli interrogativi messi in campo dai preti, dal ruolo del sacerdote Csi, al suo contributo per integrare lo sport in parrocchia, alla formazione delle figure educative, in particolare quelle degli allenatori e dei dirigenti. Molteplici risposte; tutti d’accordo sull’importanza di far convivere una pastorale sportiva, trovandole spazi di piena cittadinanza al fianco della pastorale giovanile. Una grande rete educativa, dove ci sia dialogo tra famiglie, catechisti, allenatori, tutte le componenti che operano all'interno delle comunità parrocchiali, convinti sempre più che, sono proprio i figli a formare la rete, oggi che molti genitori sembrano incapaci di dialogare. Una società su quattro nel Csi gioca in oratorio, anche se alcune realtà non sempre hanno un coinvolgimento diretto con la realtà parrocchiale. Si è dunque sottolineato più volte nel corso dell’incontro come l’anello di congiunzione tra la società sportiva e il consiglio parrocchiale possa essere rappresentato dal progetto educativo, una sorta di carta d’identità con cui il Csi si qualifichi. Prendendosi cura dei ragazzi, facendoli giocare tutti, attraverso una proposta sportiva che non faccia selezione tra i più bravi e meno bravi, ma che sia un’occasione educativa per tutti. Ecco allora la necessità che il Csi sia strumento, facile da essere scelto, risorsa pastorale riconoscibile nella sua ispirazione cristiana. Lo sport parte sempre da un campo di gara, dall’allenamento, dove c’è fatica, sacrificio, passione, volontariato, ma la presenza del consulente ecclesiastico nel Csi è soprattutto una testimonianza della bellezza della fede in Gesù Cristo. Per tutti lo sport può rappresentare una grande occasione per raggiungere il cuore dei giovani.

 

Alla partita dei sacerdoti del Csi in squadra le due ‘sorelle’ Anspi e Azione Cattolica

La partita dei consulenti ecclesiastici ha visto schierata una squadra Csi di 14 consulenti regionali, venuti da ogni angolo d’Italia, con a bordo campo don Alessio Albertini, consulente nazionale, e due dirigenti di associazioni “sorelle” del Csi: Fabiana Tosti, della segreteria nazionale dell’Anspi e don Tony Drazza, assistente ecclesiastico centrale dell’Azione Cattolica per il Settore Giovani

Don Tony Drazza, assistente ecclesiastico centrale dell’Azione Cattolica per il Settore Giovani

«Ci sono momenti in cui è necessario sedersi per fermare il cuore, i pensieri, e parlare insieme come accade nell’intervallo di certe gare facendo passare l’adrenalina, la fatica della partita e riuscire a dire come stiamo. Mi sono avvicinato al Csi per il cuore buono delle persone che lo popolano. Ho incontrato gente appassionata, che ha dato la vita per il bene dei ragazzi. Mi sono innamorato del Csi e ho scoperto che in tante associazioni c’è del buono. Non amo gli steccati. Per me riuscire a dire che Csi o Ac possano arrivare nei cuori dei ragazzi, che magari con altre strade difficilmente raggiungerebbero il volto di Gesù Cristo, è la conquista più importante. Che arrivi da una o dall’altra parte annunciare Gesù è il gol che vogliamo realizzare e il Csi con il suo carisma può arrivare a questa rete». 

Fabiana Tosti, della segreteria nazionale dell’Anspi

«Un bel clima fraterno  di confronto e di alleanze; nel 2015 è inutile tenere distanze ma ove possibile si deve collaborare e lavorare insieme. Focus principale dell’Anspi è l’attività negli oratori. È saggio trovare un dialogo tra le tante associazioni che abitano le parrocchie. E il Csi in ambito sportivo è un partner ideale».

Don Roberto Sogni, consulente del Csi Piemonte

«È bello fare squadra e trovare la voglia di tornare alle nostre origini, abbiamo bisogno di ritrovare quella semplicità che è tipica del Csi, che non vuol dire fare le cose male, ma credere  possibili certe utopie, certi sogni, ed alleanze, poter credere nell’essere contaminati, senza paura di sporcarsi o di perdere qualcosa. Dobbiamo continuamente formarci. Da 25 anni sono consulente ma devo ancora imparare. Il prete nel Csi? Deve cercare di esserci ed essere credibile. Così facendo credo si spalanchino porte inimmaginabili».